I CAGLIARITANI RACCONTANO CAGLIARI

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CIBO DOVE MANGIAMO

Birre artigianali sarde al sapore di tradizione

Uomo al bancone del bar con due bicchieri di birra artigianale

Mai più la solita birra. Anche a Cagliari, come nel resto della penisola, le birre artigianali hanno conquistato il cuore di appassionati e bevitori del sabato sera. Oltre alla classica Ichnusa, la birra artigianale accompagna i pasti quanto un calice di vino o chiude la serata al posto di un brandy o un cognac. In Sardegna, regione con il più alto consumo per abitante, audaci mastri birrai si sono ispirati ai prodotti tipici dell’isola. Sul bancone arrivano proposte che non hanno niente da invidiare alle più note etichette del continente europeo. E così il nasco di Cagliari, il fico d’india o le pesche di San Sperate diventano gli ingredienti segreti per birre bionde, ambrate o scure che soddisfano proprio tutti.

Birre artigianali al sapore di uve nasco, cannonau e vermentino

Dal 2006, il sud Sardegna è entrato nella storia grazie a Nicola Perra, co-fontatore del Birrificio Barley di Maracalagonis. E’ lui il pioniere delle Italian Grape Ale, primo mastro birraio in Italia a unire i cereali alla sapa, mosto cotto delle uve più caratteristiche del territorio sardo. Una scelta vincente tanto da essere eletto “Birraio dell’Anno” nel 2009.

Birre Artigianali Barile

Così il Cannonau diventa il protagonista della BB10, una Imperial scout scura e densa. La BBBOOM invece è arricchita con la sapa di Vermentino, il più importante vitigno bianco dell’isola. Tra sperimentazioni più apprezzate, anche la BBevò con sapa di uve Nasco, antico vino liquoroso del cagliaritano e la BB9 arricchita da uve Malvasia. Perfetta da abbinare a primi piatti saporiti come i culurgiones con ragù o la fregola con sugo di pomodoro.

Miele, fico d’india e fiori di elicriso ispirano e dissetano

Le campagne assolate del cagliaritano con le pale verdi e i frutti spinosi hanno ispirato la blanche Figu Morisca, nome sardo del fico d’india. Prodotta dal Birrificio di Cagliari, primo brewpub dell’isola, questa birra dissetante e dal sapore delicato ha dato un contributo importante nel 2018 alla conquista del premio “Birrificio dell’Anno” al Barcelona Beer Challenge, tra i più importanti eventi del settore.

Bicchiere di birra artigianale su un tavolo in legno scuro

Tra le proposte del fondatore e birraio Marco Secchi anche la Mutta Affumiada con bacche di mirto essiccate e la Cream Heli, aromatizzata con l’elicriso, il fiore simbolo della Sardegna. Molto apprezzata anche la Meli Marigosu, letteralmente miele amaro, arricchita col miele di corbezzolo.

Protagoniste le pesche di San Sperate e il ginepro selvatico di Sardegna

Ma chi ha sfruttato tutte le potenzialità del prezioso nettare ambrato è l’OPAS Terrantiga di San Sperate, prima organizzazione di produttori della Sardegna con 3000 alveari sparsi in tutta l’isola. Un lungo lavoro di ricerca ha permesso al consorzio di farsi apprezzare per birre che uniscono miele a specialità locali.

Cinque varietà di birre artigianali servite in bicchieri di vetro trasparenti su un tavolo in legno

Prima fra tutte Pressius, che esalta le famose pesche di San Sperate abbinandole al miele di asfodelo. E poi ancora Istadi, birra estiva arricchita da miele di arancio e farro, o Li Nibari al ginepro selvatico di Sardegna. Il profumo è un tuffo nella macchia mediterranea grazie al miele di cisto, esaltato dal luppolo Chinook, coltivato in un’antica riserva di Indiani d’America.

Birre artigianali sarde al sapore di tradizione ultima modifica: 2020-03-03T12:26:45+01:00 da Ilaria Pani
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