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Cagliari, c’era una volta la Fiera. Il ricordo di giostre, stand e lunghe file ormai rimpiante

Fiera

C’era una volta la Fiera campionaria di Cagliari. Dopo settant’anni di vita, nel 2019 la grande serrata di quella che è stata, nei fasti del passato, un’esposizione tradizionale che richiamava venditori da tutto il mondo e centinaia di visitatori dalla Sardegna. A tutti i cagliaritani, e non solo, si stringe il cuore non poter fare una capatina, tra aprile e i primi di maggio, in concomitanza con la sagra di Sant’Efisio, nella vasta area di viale Diaz, tra giostre, esposizioni, mobili, stand e file chilometriche.

Dopo Sant’Efisio si andava alla Fiera. Per  i cagliaritani l’addio a un appuntamento fisso

Addio, dunque, a un appuntamento fisso, immancabile, quasi tassativo. “Dopo Sant’Efisio andiamo alla Fiera” si diceva. E via, le lunghe camminate dal centro verso piazza Marco Polo, laddove sorgeva l’hotel Mediterraneo, oppure all’ingresso principale di viale Diaz. I più audaci andavano in macchina, sfidando il traffico di chi approfittava della primavera, spesso in anticipo, per una visita ai giochi e alle esposizioni. Negli ultimi tempi spazi sempre più vuoti, complice la crisi che ha colpito i settori principali della rassegna, e visitatori con il contagocce. Ora, solamente il ricordo di chi ha vissuto gli anni d’oro.

Fiera 2

giochi alla fiera

Dal Bastione a Su Siccu. Giulio Andreotti fece visita alla seconda edizione

Settant’anni di storia per Cagliari. Anticipata da alcune esposizioni a Stampace, tra Otto e Novecento,  nel 1948 la Fiera campionaria della Sardegna si presentò alla sua prima edizione, nella passeggiata coperta sotto il Bastione di Saint Remy, in una città ancora “convalescente”, dopo il trauma della guerra. Poi, la replica, l’anno dopo , svoltasi al Teatro Massimo, con un Giulio Andreotti, allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, a fare visita. Nei primi anni Cinquanta, ecco il trasferimento a Su Siccu, nel complesso di proprietà della Regione e gestito dalla Camera di Commercio. La casa storica della Fiera, da tutti ricordata.

Stand, padiglioni, esposizioni. E quelle file chilometriche alle giostre

Andare alla Fiera era una tradizione per grandi e piccini. Chi non ricorda le esposizioni di ogni tipo, i padiglioni, pronti a ospitare oggetti da tutto il mondo. Il salone dei mobili, lo spazio riservato ai trattori, gli stand, con i loro magici utensili domestici. Non comprarli, per alcuni, era impossibile; per altri, provare a usarli, come l’abile venditore, era impresa ardua. E poi c’era l’enogastronomia, ma indimenticabile era il luna park, con le attrazioni più belle e quelle file chilometriche che non scalfivano la voglia di provare il gioco più spericolato del momento.

Dalla crisi alla chiusura. Che ne sarà della Fiera?

Negli ultimi tempi la crisi della Fiera era cosa nota a tutti. Le ristrettezze dei settori un tempo trainanti, come quello agricolo ed edile, hanno portato a poco a poco a spazi sempre più deserti. “Avere un’area alla Fiera costa troppo. Come faccio?” si lamentavano i tanti addetti ai lavori. Qualcuno ha provato a rilanciare con l’ingresso gratuito per i visitatori o con le giornate a tema. Ma nulla da fare. Oggi la chiusura, chissà fino a quando. Ma che fine farà la Fiera? Rinascerà? E in quale forma? Per ora rimane solamente il ricordo di un passato che non c’è più.      

 

Cagliari, c’era una volta la Fiera. Il ricordo di giostre, stand e lunghe file ormai rimpiante ultima modifica: 2019-05-02T23:14:24+02:00 da Gianmarco Cossu

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