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Cagliari, la vigilia di natale: cibo e tradizioni

Natale

La Vigilia di Natale a Cagliari è “Sa nott’è xena“ e in questo 2020 così particolare, sarà una vigilia intima e meno chiassosa a causa della pandemia e delle conseguenti restrizioni che ci impediranno di riunirci e raggiungere liberamente parenti e amici. Si respira nonostante tutto la voglia di non rinunciare a questo magico periodo dell’anno, rispettando la storia e le tradizioni del periodo natalizio.

immagine di un pacchetto regalo
foto di Paola Orefice

Un momento per ritrovarsi oggi come ieri

In passato, la vigilia di natale sarda costituiva un importante e significativo momento di aggregazione, era l’evento da trascorrere in famiglia, quando a causa delle necessità lavorative (in passato in particolare nel mondo agro pastorale) si era costretti a stare lontani da casa per tanto tempo. Oggi sono studenti e lavoratori, emigrati, che in prossimità delle feste natalizie, affrontano lunghi viaggi pur di trascorrere questa ricorrenza insieme ai loro cari. Dunque, un momento per ritrovarsi oggi come ieri. Era infatti proprio la notte della Vigilia di Natale, definita dalla tradizione campidanese “Sa nott’è xena” ( la notte di cena) che faceva del 24 dicembre, un momento magico. Notte che vedeva le diverse famiglie riunite al caldo tepore del focolare domestico, occasione vissuta con gli affetti, nel calore intimo della casa con quello, ben più piacevole e caldo emanato dalle persone che amiamo.

La tradizione in tavola per la vigilia di natale in particolare a Cagliari

Il menù della vigilia è legato alla geografia dei luoghi in cui si festeggia. Infatti dove prevale una cultura marinara, il menù è a base di pesce, con insalata di polpo, burrida (gattuccio in salsa agrodolce di noci), o pesce a “scabecciu”(pesce fritto immerso in una salsa agrodolce a base di pomodoro e aceto, aromatizzata con alloro). Nei paesi dell’interno predominano le carni di agnello, capretto e maiale, cucinato arrosto o in umido.

La burrida

Altre specialita’ natalizie

A Cagliari, non possono mancare is malloreddus (gnocchetti sardi) , is culurgiones, e i ravioli di ricotta. Come secondi piatti, l’agnello allo spiedo. Immancabile su porceddu, maialino cucinato rigorosamente allo spiedo sulla brace, con una cottura lenta che gli conferisce un sapore di affumicato con l’aggiunta finale delle foglie di mirto. Accompagnano il pasto le verdure di stagione: sedano, finocchio e ravanelli. Il vino di accompagnamento non può che essere un “rosso” come il Cannonau. Si chiude con panettone, pandoro e i dolci tipici sardi a base di pasta di mandorle, uva passa, noci, cannella e miele. Le seadas , is pabassinas, gli amaretti, il pane sapa (ciambella a base di mosto cotto, mandorle e scorza di arancia) e il torrone alle mandorle. Dolci da degustare accompagnati da un buon liquore di mirto o un vermentino.

Cagliari, la vigilia di natale: cibo e tradizioni ultima modifica: 2020-12-24T11:16:25+01:00 da Paola Orefice

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