I CAGLIARITANI RACCONTANO CAGLIARI

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CICERONE PERSONAGGI STORIA

Canonico Spano,10 curiosità su Cagliari con una guida speciale

dettaglio di una via della citta di Cagliari, con insegne in primo piano e chiesa sullo sfondo descritta nella guoda del Canonico Spano

Teatri, caffè, casini, eleganti passeggiate. Così i cagliaritani trascorrevano il tempo libero nel 1861. La città in quegli anni ha circa trentamila abitanti, ma è un centro moderno e vivace, ricco di monumenti e opere d’arte. Tanto da spingere un noto intellettuale, archeologo e linguista, il canonico Spano Giovanni a pubblicare la prima grande guida di Cagliari e i suoi dintorni.

panorami di cagliari vista dal mare, descritta dal Canonico Spano nel 1861
La città di Cagliari raccontata nelle pagine della guida del canonico Spano foto di Larry Koester CC BY 2.0

Cagliari di metà Ottocento rivive nella guida dal canonico Spano

Quattro anni di ricerche attraverso l’osservazione diretta e la raccolta delle informazioni sul campo. Nessuna chiesa o edificio storico viene tralasciato. Ogni descrizione è dettagliata e approfondita, ogni opera d’arte valutata. Forse è per questo che nelle prime pagine scrive: “Se a talento del lettore non anderà tutto ciò che minutamente abbiamo giudicato opportuno descrivere, ripeteremo a costui, chiunque egli sia, guarda e passa”. Cinque capitoli, uno per ogni quartiere (Castello, Stampace, Marina e Villanova) e i dintorni, corrispondono a 5 itinerari ideali per un ipotetico forestiere.

primo piano della Guida di Cagliari scritta da Canonico Spano
La prima grande guida di Cagliari fu pubblicata nel 1861 dal canonico Spano foto di Ilaria Pani

Tante le curiosità e gli spunti: ne abbiamo raccolto 10 per guardare la città con occhi diversi.

1) Cagliari si fa bella: dal 1854 tutte le case vengono numerate e poco tempo dopo vie e piazze principali vengono pavimentate con lastre di granito, estratte dalle cave vicino a Quartu. L’illuminazione notturna, per mezzo di fanali, era invece arrivata in tutti i quartieri nella prima metà dell’Ottocento.

2) I cittadini colti a quell’epoca si ritrovavano nei teatri e nei casini. Il Teatro Civico poteva contenere 1000 spettatori, a cui si aggiunge nel 1859 il Teatro Cerutti nel quartiere di Villanova che poteva accoglierne 3000. I casini, simili ai moderni circoli, mettevano a disposizione dei soci giornali politici e letterari, organizzavano partite di biliardo e feste danzanti. Oltre al pagamento di una quota annuale,“per essere accettato un socio, conviene che si sottoponga alla votazione dei membri, onde essere accetto a maggioranza assoluta”, spiega nella guida il canonico Spano.

Mappa storica del 1858 della citta di Cagliari
Pianta della città di Cagliari del 1858 foto di pubblico dominio

3) Occasioni mondane erano anche le passeggiate nel verde. Le più amate? Quella di Bonaria, vicina alla Darsena, che è anche la più antica della città. Il Bastione di Santa Caterina a Castello e quella del Terrapieno, nel quartiere Villanova, da cui godere della vista sul mare e su tutto il campidano di Cagliari

4) Famoso a metà Ottocento era il Carnevale davanti alla chiesa di San Michele, dove si faceva la corsa dei cavalli in maschera. “Tutti i balconi sono gremiti di gente, tutta intenta ad ammirare la valentia dei cavalieri che montano focosi destrieri. Abbracciati insieme, insino al numero di sei, percorrono a precipizio tutta la contrada”, racconta il canonico.

5) Il fermento non mancava mai neanche nella Piazza del Mercato, l’attuale piazza Yenne, “dove si può vedere congregato ogni genere di comestibili con apposite botteghe per la carne, per il pane, per l’erba e per tutti gli altri generi necessarii alla vita”. Anche la Piazza del Carmine, in occasione di fiere e della festa del patrono, ospitava numerosi vasai provenienti da Oristano, Pabillonis, Decimo e da altri villaggi.

Vecchia foto di Piazza Yenne alla fine del 1800
Foto storica della piazza del mercato, l’attuale Piazza Yenne a Cagliari

6) Tra le attività economiche e commerciali dal 1835 Cagliari aveva anche un fabbrica di tabacchi. Le foglie, coltivate in piantagioni vicino a Sassari, venivano spedite a Cagliari per essere macinate e ridotte in farina, impiegando giornalmente 80 lavoranti.

7) Erano 26 le ore necessarie per raggiungere Sassari. La diligenza partiva per il nord dell’isola tutti i giorni alle 12.00, mentre via mare si poteva arrivare settimanalmente a Tunisi: il vapore partiva il 12 e il 27 di ogni mese.

8) Che cos’è s’imbattu? Una brezza marina diurna ed “è’ un gran benefizio perché tempera il calore in modo che si può camminare anche sotto la sferza del sole, senza sentirne gli incomodi e il soffoco”.

interno della guida di Cagliari del Canonico Spano
La guida di Cagliari e dei dintorni ripercorre storia e leggende della città foto di Ilaria Pani

9) L’università di Cagliari nel 1859 poteva contare su 137 iscritti: 10 in Teologia, 41 in Giurisprudenza, 76 in Medicina e chirurgia e 10 tra Lettere e filosofia e Scienze fisiche e matematiche.

10) Cagliari dei VIP: nella sua guida il canonico Spano ricorda alcuni uomini illustri che visitarono la città, come Pompeo il Grande e Giulio Cesare che vi restò per tre giorni di ritorno dall’Africa. Nel 1535 sbarcò sull’isola l’imperatore Carlo V che, si dice, rimase colpito dall’imponenza e bellezza della torre dell’Elefante.

Canonico Spano,10 curiosità su Cagliari con una guida speciale ultima modifica: 2020-05-12T16:25:35+02:00 da Ilaria Pani
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