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Carcere di Sant’Efisio: la prigionia del santo nel cuore di Cagliari

Statua Sant'efisio Conservata A Cagliari

Se esiste una figura che meglio di tutte riesca a catalizzare l’attenzione dei cagliaritani, questa è senz’altro da ritrovarsi in Sant’Efisio. D’altronde proprio la Sardegna è il luogo deputato al suo martirio. Prima della morte, però, Efisio fu imprigionato in quello che ad oggi è conosciuto come il carcere di Sant’Efisio. Situato nei pressi dell’omonima Chiesa, non si hanno tuttavia prove certe che la cripta sotterranea fosse in effetti il luogo di prigionia del santo. Il mistero e la leggenda avvolgono infatti ancora la cavità sotterranea.

Carcere di Sant’Efisio, cripta o cisterna?

Nel cuore del quartiere di Stampace, a pochi passi dalla Chiesa intitolata al santo più amato di Cagliari, è situato il cosiddetto carcere di Sant’Efisio. Si tratta di una cripta sotterranea, posizionata a circa 9 metri sotto il mando stradale. La cavità è stata scavata nella roccia calcarea e ha una pianta quadrangolare, con due grossi pilastri a sorreggere il soffitto. L’ambiente potrebbe risalire all’epoca punica, periodo in cui ha assolto la funzione di cava per l’estrazione di blocchi di calcare. Quando nel XVII secolo esplose anche nell’isola la ricerca furiosa di reliquie di santi, anche la cavità divenne oggetto di interesse. Al suo interno, ben nascosti, erano infatti posti i resti di Edizio, soldato al seguito di Sant’Efisio.

Carcere Di Sant'efisio (fonte Sardiniamagicexperience)
Dettaglio interno (fonte Sardiniamagicexperience)

Per degli studi approfonditi, tuttavia, occorrerà attendere gli anni Venti. In questi anni infatti, la Confraternita del Gonfalone concesse all’archeologo Antonio Taramelli di effettuare delle rilevazioni sul luogo. L’intento era quello di appurare una volta per tutte che la cavità fosse il carcere di Sant’Efisio. Taramelli confutò da principio alcune ipotesi che fino ad allora miravano a dare una storia alla piccola cavità sotterranea. Egli rigettò l’ipotesi della cisterna, poiché il luogo si discostava parecchio dalle altre cisterne presenti a Cagliari. Anche l’ipotesi di una cripta funeraria pare non trovasse fondamento, in quanto mancavano le caratteristiche nicchie scavate alla parete. Nonostante i rilevamenti, l’archeologo non fu tuttavia in grado di dire con certezza che la cripta fosse il luogo di prigionia del santo protettore del capoluogo. A riprova però dell’effettiva antichità del luogo, egli ritrovò alcune monete risalenti all’epoca di Domiziano (I sec. d.C.).

La leggenda

Ipotesi storiche a parte, la cripta sotterranea è, agli occhi di tanti fedeli, il carcere di Sant’Efisio. Secondo la leggenda, prima di esser trasferito a Nora, Efisio trascorse un periodo imprigionato a Cagliari. Qui andò incontro a numerose torture, atte a fargli rinnegare la fede cristiana. Dentro la cavità sotterranea, è presente una nicchia con una colonna al centro, sbarrata da un cancello. A detta dei fedeli, questa potrebbe essere la prova della segregazione del santo in quel luogo.

Carcere Di Sant'efisio (fonte Wikimapia)
L’iscrizione sopra il portone che da accesso al carcere di Sant’Efisio (fonte Wikimapia)

Sempre secondo la leggenda, nel corso delle torture avvenne un miracolo. Le ferite di Efisio infatti si rimarginarono del tutto. La popolazione accolse con fervore l’evento, tanto che in molti decisero di convertirsi alla fede cristiana. Dopo il periodo di prigionia, Efisio fu trasferito a Nora, dove fu decapitato nel 303 d.C..

Carcere di Sant’Efisio: la prigionia del santo nel cuore di Cagliari ultima modifica: 2020-09-10T10:11:35+02:00 da Andreana Perla
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