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Cripta di Santa Restituta: da luogo di culto a rifugio antiaereo

la nicchia della santa nella cripta di santa restituta

Cava, deposito, luogo di culto, rifugio antiaereo. Nel corso della sua esistenza, la Cripta di Santa Restituta ha vissuto innumerevoli vite. Situata al di sotto dell’omonima piccola Chiesa, la Cripta risale al III sec. a.C.. Secondo la tradizione, è il luogo della martirizzazione di Santa Restituta. In parte costituita da una grotta naturale, e in parte da nicchie ricavate da scavi sulla roccia viva, è situata nella via intitolata al santo più amato della città, Sant’Efisio.

La storia millenaria della Cripta di Santa Restituta

sala principale della cripta di santa restituta

La grotta naturale, da cui ha origine la Cripta, era ben conosciuta sin dal tempo del pacifico insediamento dei mercanti punici nell’isola. In tale periodo, la grotta assolveva il ruolo di cava di blocchi di calcare. Poco più tardi, con la conquista dell’isola da parte dei Romani, il luogo diventò un deposito di anfore. Ben presto, a causa del sempre maggiore interesse verso il Cristianesimo, la grotta divenne un luogo di culto deputato alla venerazione di Santa Restituta. Stando a quanto riferito dagli studiosi, le reliquie della Santa di origine Cartaginese, giunsero sull’isola intorno al V sec. accompagnate da un gruppo di vescovi africani in esilio.
Nel corso dei secoli, l’utilizzo della Cripta di Santa Restituta andò via via scemando. Con la costruzione delle vicine chiese di Sant’Anna e San Francesco, l’afflusso di fedeli cessò del tutto e il luogo versò in stato di abbandono per diversi anni.
L’interesse verso la Cripta, si risvegliò solo nel 1614 quando avvenne il ritrovamento delle reliquie della Santa. Francisco Desquivel, al tempo vescovo di Cagliari, ordinò dunque il restauro e l’abbellimento della grotta. L’opera comprendeva la creazione di un nuovo altare e di alcune nicchie, deputate ad accogliere i resti dei Santi. Una di queste ospitava la statua di Santa Restituta al cui fianco, venne posto il simulacro di Sant’Eusebio, vescovo di Vercelli, ritenuto da molti figlio della donna. Durante gli innumerevoli lavori di restauro dell’epoca emersero una moltitudine di resti che si ritennero appartenere ad altrettanti Santi. Per tale motivo, la Cripta di Santa Restituta andò incontro ad altre opere di ampliamento ed abbellimento.

Rifugio durante i bombardamenti del ’43

chiesa di santa restituta

Durante la Seconda Guerra Mondiale, e in particolare nel corso dei bombardamenti del 1943 che interessarono la città di Cagliari, la Cripta divenne il rifugio di gran parte della cittadinanza. Ciononostante in molti persero la vita proprio in questo luogo. Il 17 febbraio, giorno d’inizio del travolgente attacco che distrusse la città, la folla si accalcò all’ingresso della grotta. In molti ne subirono le conseguenze, finendo schiacciati e travolti dalla ressa per entrare nell’ambito ricovero.
Data la situazione di pericolo, la Chiesa di Sant’Anna divenne il nascondiglio prescelto per accogliere le reliquie della Santa. Vista l’urgenza data dalle opere di ricostruzione, al termine della guerra, il ricordo delle vestigia si perse.
Negli anni ’70, la Cripta di Santa Restituta è andata incontro ad un imponente opera di restauro promossa dalla Soprintendenza ai Beni Culturali per le province di Cagliari e Oristano. Le reliquie vennero infine ritrovate nel 1997, accuratamente riposte all’interno di un’urna di legno.

Andreana Perla

Autore: Andreana Perla

Nerd, gamer, divoratrice di libri e amante della scrittura.

Cripta di Santa Restituta: da luogo di culto a rifugio antiaereo ultima modifica: 2019-02-11T13:30:29+01:00 da Andreana Perla

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