MITI E LEGGENDE

Giuseppe Perbollo, la leggenda dell’ultimo boia di Cagliari

Il Boia

La festa di Halloween è alle porte. Tra un ‘Dolcetto o Scherzetto’ trovate qualche minuto per ascoltare le storie da brividi di Cagliari. Non fate quelle facce incredule!

La solare Cagliari nasconde un’anima nera e cupa fatta di racconti terrificanti. Ideale per queste giornate da brividi. Sono molti i luoghi legati a tragedie del passato. Luoghi infestati da anime inquiete. Edifici con tesori nascosti. Tesori colpiti da terrificanti maledizioni come quello nascosto all’interno della Grotta della Vipera.

Adesso mettetevi comodi per ascoltare la drammatica storia di Giuseppe Perbollo e di sua figlia Cristina. Vendetta, spiriti, redenzione e Rosina. L’ultimo boia di Cagliari vi aspetta.

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Giuseppe Perbollo l’ultimo boia

Giuseppe Perbollo, l’ultimo boia di Cagliari, trascorse gli ultimi giorni di vita in un letto dell’Ospedale cittadino. Da subito si accorse di non essere solo. Presenze ultraterrene infierivano sul suo debole corpo, lasciandogli profonde ferite che sembravano essere causate da artigli.

Non erano semplici spiriti. Si trovava alla presenza delle anime giustiziate sul patibolo di Viale Sant’Avendrace durante la carriera come ultimo boia di Cagliari. Loro erano tornati per lui. Tornati a tormentarlo e al tempo stesso per accompagnarlo tra dolori e sofferenza nel suo ultimo viaggio terreno.

Ultime ore di vita

In quel letto l’ultimo boia vide passare davanti la sua intera esistenza. Una vita da reietto. Dalla provincia romana in cui era nato nel 1811 a Cagliari tra risse, furti e la carriera come l’ultimo boia della città. E pensare che aveva iniziato come tagliapietre. Il matrimonio fallito e la nascita della figlia Cristina, l’unica figlia che ritroverà al suo funerale.
A un tratto, tra gli spettri delle sue vittime ne intravide uno del suo passato: Maccarroni. Sua vecchia conoscenza dei tempi in cui si dedicava a una vita ai margini della società.
Il suo compare – il cui vero nome si perde nel tempo – era lì per lui. E chissà se gli avrà fatto vedere la sua destinazione finale. Un incontro alla ‘Canto di Natale’.
Giuseppe Perbollo l’ultimo boia di Cagliari, si spense nel capoluogo sardo il 16 dicembre del 1888, all’età di 77 anni.

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Un funerale per un boia

Dopo due giorni di agonia e terrore, l’ultimo boia morì in solitudine e in povertà. Abbandonato e dimenticato da tutti, tranne dalla figlia.
La sua unica figlia Cristina, infatti, con un gesto di pietà nei confronti di quell’uomo crudele e privo di amore, partecipò alla funzione funebre. L’unica persona presente.

La storia della figlia Cristina

La sepoltura avvenne nell’unico cimitero dell’epoca e lì che Cristina intravide Rosina Belmonte, la sua amica di un tempo. Incontro soprannaturale, poiché Rosina era deceduta da molto tempo. La sua apparizione non la turbò più di tanto. In quel triste giorno in cui si ritrovò sola al mondo la visione di Rosina l’aiutò, forse a essere meno sola, in un mondo che l’aveva già condannata sin dalla più tenera età. In quell’occasione nessuna lacrima le rigò il viso. I terribili ricordi della sua infanzia violata le ritornarono alla mente.
Un’infanzia trascorsa in un ambiente famigliare disastroso e violento che la segnarono sino alla sua morte. Il triste ricordo del padre che appena dodicenne la costrinse a frequentare un’osteria di bassa lega.
L’osteria situata nel quartiere di Stampace era gestita da Bonifacio Pili, i cui introiti provenivano dalla prostituzione. Gli avventori dell’osteria di Pili (Viaggiatori di passaggio e clienti locali) si recavano per accompagnarsi a giovani ragazze illibate.  Sarà in un bordello  simile alla locanda del Pili che Cristina e Rosina si incontrarono per la prima volta, facendo nascere un legame forte e duraturo. Un’amicizia oltre la morte.

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Non ci dobbiamo sorprendere a quell’epoca le case chiuse o i bordelli erano tollerati dalle autorità. I più erano situati nei quartieri poveri della città (come Stampace) frequentati per lo più da disperati e delinquenti, ma non mancavano quelli per l’élite.

Cristina e Rosina eterne amiche

Cristina Perbollo nasce a Cagliari nel 1868 in totale povertà. Sin da piccola la madre la manderà a lavorare, prima a servizio presso una famiglia del quartiere di Castello poi nei bordelli cagliaritani.
Cristina e la sua amica Rosina neppure sedicenni parteciparono a una rissa scoppiata in Via Corte d’Appello tra prostitute e clienti. Esito dello scontro: due marinai feriti e alcuni arresti da parte delle autorità intervenute per sedare la rissa.
Entrambe le ragazze prestavano servizio presso il bordello in Via Dritta ai numeri 42 e 44 a Stampace. Bordello gestita da Giuseppe Di Bernardo. Condizioni igieniche inesistenti e livello della clientela di basso rango. Un luogo insano e pericoloso.
Di Bernardo era solito usare violenza nei confronti delle sue dipendenti tra cui Cristina e Rosina. Nel 1883 Cristina e Rosina portarono il loro datore di lavoro davanti ad un giudice con l’accusa di maltrattamenti. L’uomo si uccise tempo dopo gettandosi nel vuoto.

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La Tunisia ultima dimora di Cristina e Rosina

Si racconta che Rosina, dopo la sua prima apparizione al funerale dell’ultimo boia di Cagliari, salvò la sua amica dal tentativo di furto e omicidio da parte di un cliente ubriaco. Le urla dello sventurato echeggiarono in quella notte terrificante tra la via Santa Margherita.
Cristina Perbollo si trasferì in Tunisia, dove morì nel 1912 a soli 44 anni. Trascorse i suoi ultimi anni aiutando quelle giovani ragazze costrette a prostituirsi. Aiuti anche economici, grazie alle monete d’oro lasciate ogni notte dalla sua amica Rosina.

Fantasia? Realtà? O Storia romanzata? A voi la scelta.

Curiosità

Se vi capita di recarvi in cimitero, allungate il percorso per fare una breve visita all’ultimo boia. Lo troverete ancora lì. Nella fossa numero 4D, linea 30 del Cimitero monumentale cagliaritano. Una tomba anonima per l’ultimo boia.
Evitate il tramonto, non vorrei che vi si presentasse davanti per spaventarvi!

Giuseppe Perbollo, la leggenda dell’ultimo boia di Cagliari ultima modifica: 2018-10-31T14:00:37+00:00 da Andrea Sanna

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