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Il mondo magico degli amuleti e gioielli sardi

porta oggetti azzurro a forma di conchiglia che contiene amuleti e gioielli sardi

In Sardegna un gioiello non è mai solo un accessorio. Dai resti archeologici di età pre-nuragica fino alle creazioni degli orafi contemporanei, gli amuleti e i gioielli sardi esprimono le credenze e il rapporto con il sovrannaturale, proteggono dai pericoli e propiziano fertilità e ricchezza. Dietro la varietà di forme e materiali, questi manufatti preziosi hanno sempre avuto una forte carica simbolica e magica, segnando i passaggi più significativi della vita sociale degli esseri umani.

Amuleti e gioielli sardi: una storia di 4000 anni

Nascita, fidanzamento, matrimonio, morte sono momenti della vita sociale che nella cultura popolare della Sardegna venivano segnati attraverso i costumi tradizionali e gli ornamenti. Un percorso di 4000 anni fatto di influenze fenicie, egizie, romane, spagnole sulle produzioni locali fino ad assumere la connotazione di sardi. Produzioni che riproducono da secoli forme e modelli della tradizione, tenute vive dalle mani di abili artigiani e dagli estimatori di questo genere. Per vedere i pezzi che hanno fatto la storia, il Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde di Nuoro possiede la collezione più vasta dell’intera isola. A Cagliari, la collezione Piloni permette un primo assaggio, così come la Pinacoteca Nazionale e il Museo Etnografico nella Cittadella dei Musei.

foto antiche dei sardi in costume tradizionale con amuleti e gioielli sardi
Amuleti e gioielli sardi riproducono da secoli forme e modelli della tradizione

Amuleti, piccoli ma dal grande valore magico

Leggende e antiche favole popolari raccontano le proprietà magiche degli amuleti: destinati ad un uso personale, sono sempre di piccole dimensioni, generalmente in argento. Manufatti semplici, ma con un grande valore magico-religioso. Importanti strumenti di difesa contro i pericoli e le malattie, ma sopratutto in grado di esorcizzare e combattere le cosiddette “fatture”. Sono pratiche magiche che mirano ad ottenere effetti sovrannaturali o a provocare sofferenze su altre persone. Arricchiti spesso da formule magiche, gli amuleti proteggono chi lo porta addosso o lo tiene sotto il cuscino, a capo del letto o della culla. Esistevano inoltre amuleti che avevano il compito di proteggere la casa, le greggi e perfino i campi. Noti sono quelli a forma di cavallette per difendere i raccolti dalla piaga di quest’insetto.

amuleti e gioielli sardi appoggiati su un legno e pietre bianche
Al kokko si attribuiscono virtù contro il “malocchio” fin dall’antichità

Amuleti e gioielli sardi: kokko e sa pedra de latte

Tra gli amuleti più diffusi c’è il kokko, a cui si attribuiscono virtù contro il “malocchio” fin dall’antichità . Questa forza malefica, anche del tutto inconscia, attribuita allo sguardo di certe persone, è citata per la prima volta in testi egizi dell’Antico Regno. Ma si suppone che le sue origini risalgano a tempi più lontani. Composta da una pietra vitrea nera globulare, viene chiamata anche pinnadellu o sabegia, dal termine catalano adzabeja, che significa gialetto, una varietà di lignite. Si pensa che questi amuleti arrivarono in Sardegna attraverso nobili e mercanti dalla Spagna, dove nel XVI secolo questa pietra si utilizzava per la produzione. Sempre con una forma sferica, ma di colore bianco, meno nota è sa pedra o preda de latte. Le donne la portavano al seno nel periodo dell’allattamento.

donna in costume tradizionale con amuleti e gioielli Sardi
Amuleti e gioielli sardi raccontano credenze e conoscenze non scritte della cultura popolare foto di Mayastar CC BY-SA 2.0

Spuligadentes, occhi di Santa Lucia e amuleti in corallo

Considerati al pari di amuleti e gioielli sardi sono anche gli spuligadentes,stuzzicadenti. Sono composti da un corpo centrale e due elementi ricurvi ad esso collegati. Uno è acuminato per la pulizia dei denti, l’altro è a paletta o a cucchiaino come nettaorecchie. Oltre alle funzioni pratiche, questo oggetto fungeva da amuleto contro il malocchio. Ancor più se arricchito dagli occhi di Santa Lucia, manine o piccoli falli di corallo. Il primo, recuperabile facilmente sulle spiagge dell’isola, si incorniciava con una lamina d’argento o si montava sugli anelli. Il corallo, invece, per il suo colore rosso come il sangue, era considerato capace di trasmettere forza e vitalità. La tradizione vuole che l’uomo utilizzi frammenti ramificati di corallo, mentre la donna le sfere. A prescindere dalla forma, deve sempre grezzo, non lavorato per non perdere le virtù che naturalmente possedeva.

Il mondo magico degli amuleti e gioielli sardi ultima modifica: 2020-09-11T16:49:39+02:00 da Ilaria Pani
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