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Il gioco delle biglie a Cagliari negli anni ’60 e ’70

Biglie Giochi Di Strada

Ai nostri occhi il mondo raccontato dai nostri genitori o dai nostri nonni pare tanto affascinante quanto speciale. Cagliari, ma soprattutto i paesi del circondario negli anni ’60 e’70 erano molto meno sviluppati rispetto ai nostri tempi. Si viveva facendo coincidere i ritmi della vita con quelli del lavoro, necessario al sostentamento. Mentre il tempo libero, veniva dedicato al riposo o alla famiglia. Uno dei tanti passatempi utilizzati dai bambini, ma talvolta anche dai ragazzi era il gioco delle biglie.

Biglie Giochi Di Strada
1. foto: https://www.barinedita.it/storie-e-curiosita/n3637-le-nostalgiche-biglie-di-vetro–un-tempo-importate-dagli-usa-oggi-sono-introvabili

Le regole del gioco delle biglie

Le competizioni si svolgevano, tra squadre. In genere da giovinotti che desideravano trascorrere alcune ore in compagnia. Il mezzo era semplice: palline in vetro colorato. Mentre, in un tempo ancora più remoto il gioco veniva effettuato con palline di terracotta, spesso colorate a mano. Per svolgere il gioco, il tiratore doveva posare la pallina nell’incavo, formato dall’indice leggermente curvato verso l’alto e dalla punta del pollice destro. Poi pronto, appoggiando la mano a terra, mirava con gli occhi e stendendo il pollice lanciava la biglia verso il suo bersaglio.

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2. Foto: https://www.fieradelbarattoedellusato.it/quando-le-sfide-si-vincevano-a-colpi-di-biglie-e-palline-di-carta/

Le diverse modalità di gioco: la tana

Il più semplice praticato era il gioco della tana. Prima di tutto veniva scelto uno spiazzo di terreno più o meno lineare dove si scavava la buca. Il gioco consisteva nel colpire le biglie degli avversari diventandone il proprietario. Prima di poterle colpire però, bisognava far entrare la propria nella tana preparata precedentemente. Alla partenza, a turno si tirava la propria biglia e si cercava di farla entrare nella buca. Quando qualcuno riusciva a farci entrare la propria, con un tiro successivo poteva mirare le altre biglie. Se riusciva a colpirla, guadagnava la biglia avversaria e continuava il gioco. In caso contrario si passava agli altri giocatori. Ad ogni tiro era concesso spostare un po’ più avanti la propria biglia.

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3. Foto: https://www.santalessandro.org/2019/02/21/zogadur-de-ciche-giocatore-biglie-poesia/

Seconda modalità: il cerchio

Un altro fra i più giocati e anche il più antico è quello del cerchio. Si disegnava, per terra, con il gesso, un cerchio e ciascun giocatore poneva al centro un numero uguale di biglie (2 o 3). Si disegnava un altro cerchio, attorno al primo, di due o più metri di diametro. Ogni giocatore, stando all’esterno del cerchio più grande, lanciava una biglia, cercando di toccare una di quelle all’interno del cerchio più piccolo. Se riusciva, la biglia colpita era sua. Di questo gioco esistono diverse varianti fra cui quella dove si entra in possesso di una biglia non quando è colpita, ma solo quando questa esce dal cerchio più piccolo. Ovviamente con un colpo si tentava di far uscire più biglie possibili. In genere la gara finiva quando il centro del cerchio risultava completamente vuoto.

Il gioco delle biglie a Cagliari negli anni ’60 e ’70 ultima modifica: 2021-10-01T08:26:32+02:00 da Lara Desogus

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Julieta B. Mollo

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