MITI E LEGGENDE PERSONAGGI STORIE

La leggenda di Maria Farranca e le sue evoluzioni mitologiche

ingresso pozzo a tunnel, casa di Maria Farranca in bianco e nero

Se ti sporgi troppo sull’orlo del pozzo, per curiosità o per qualche stupida sfida, una mano cupa e bagnata si allunga per afferrarti e portarti giù nel pozzo con se. Questa è in breve la leggenda di Maria Farranca e le sue evoluzioni mitologiche che, così raccontata, tiene i bambini lontani dai pozzi da tempi immemori.

La leggenda di Maria Farranca

Tutti la conosciamo, è infatti la protagonista tenebrosa di una leggenda che fa parte dei racconti e delle credenze popolari che si tramanda in tutta la Sardegna. Famosissima e spettrale viene collocata dagli adulti dentro i pozzi a protezione dei bambini disobbedienti, spesso troppo curiosi e incoscienti.
Maria Farranca è infatti una strega che vive dentro i pozzi. Vigile e paziente, aspetta che qualcuno si affacci per afferrarlo. Con le sue lunghe braccia lo prende e lo trasforma in un maialino da condurre nel suo regno sotterraneo. Oppure se lo mangia.

Maria Farranca, disegno donna mostruosa in bianco e nero. Mario Onnis blogspot Image
Illustrazione Maria Farranca dentro l pozzo in bianco e nero. Fonte: MarioOnnis.blogspot.com

Maria Farranca e le sue tante versioni

I nomi con i quali viene chiamata sono davvero tanti e tutti diversi: Maria Abbranca, Mamma e su putzu, Maria Franca e’ erru, Maria Mangrofa, Strega e’funtana, Maria Pettenedda. Ma è sempre la stessa strega.
Alcuni studiosi però, attraverso l’analisi logica e fonetica del nome, riconoscono lo stesso personaggio sia con appellativi diversi (spesso differenti a seconda del paese di provenienza) che con diversi ruoli. Al di fuori del cagliaritano, in centro Sardegna Maria Farranca è detta infatti anche MARIA BURRA.

Sacerdotessa Maria Burra
Bronzetto rappresentativo di Maria Burra. Fonte: horoene.wordpress.com

Maria Burra

Questa fino a qualche tempo fa era anche una delle maschere carnevalesche di Orgosolo. Chi cosi si travestiva indossava una grossa coperta, “sa burra” appunto, in testa una grossa zucca piena d’acqua e in mano una sorta di mestolo in sughero detto “su guppu”. La leggenda qui si trasforma e vede Maria Farranca (o Burra) in due versioni: come la raffigurazione di una sacerdotessa-maga e l’acqua che trasporta è l’acqua della salute che viene distribuita fra la gente. L’altra versione la vede invece come una sacerdotessa “prostituta” servitrice del tempio, che devolve il suo “impegno” al sacro.

Opilone
Opilione. Fonte: forum.aracnofilia.com

Sembianze animalesche…

Un altra leggenda invece la ricollega ad un piccolo animaletto simile al ragno: l’opilione. Ha zampe lunghissime ed esili, corpo non diviso in addome e cefalotorace ma formante un “pezzo unico” e due soli occhi. Somiglia infatti più ad una figura umana, anche se con tanta fantasia e le sue lunghe zampe sono le lunghe braccia di Maria. Sono grandi amanti dell’umidità e la leggenda narra infatti che la loro apparizione sulle pareti dei pozzi fosse un avvertimento dell’arrivo di Maria. Dunque, bambini fuggite!!

Giulia Mascia

Autore: Giulia Mascia

Ho 27 anni e sono laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, ma da sempre coltivo una forte passione per la musica e la scrittura.
La leggenda di Maria Farranca e le sue evoluzioni mitologiche ultima modifica: 2020-01-15T16:42:23+01:00 da Giulia Mascia

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