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Miseria e nobiltà alla casteddaia: Su Basciu

Via Manno A Cavallo Tra L'ottocento E Il Novecento

Un vecchio adagio afferma che il mondo è fatto a scale. Chi le scende e chi le sale. E i suoi gradini a indicare le varie classi sociali in cui è da sempre suddivisa la società. Divisioni che nel tempo hanno dato impulso a movimenti rivoluzionari e cadute di antichi regimi. Ognuno doveva occupare il posto che gli era stato assegnato per così dire alla nascita. Ricchi e poveri. Nobili e popolani. E via dicendo. A Cagliari avevamo nei primi dell’800 ‘Su Basciu’ ovvero Miseria e nobiltà alla casteddaia.

Popolani e Nobili. Una storia eterna

La divisione sociale è ben rappresentata da grandi e piccoli artisti che con le loro opere letterarie, teatrali e cinematografiche hanno contribuito a tramandare questo spaccato di vita. Forse in Italia la migliore rappresentazione di questo spaccato di vita è ‘Miseria e Nobiltà’ opera teatrale di Edoardo Scarpetta (1888). Riproposta con grande successo al cinema nel 1954 con la regia di Mario Mattoli e attori del calibro di Totò, Dolores Palumbo e Sophia Loren. Uno spaccato di vita nella Napoli di fine ‘800 e anche Cagliari aveva le sue “genti de is bascius” (La gente dei piani bassi).

Locandina del film 'Miseria e Nobiltà' del 1954. Una vicenda che ricorda molto quella cagliaritana con la sua Miseria e nobiltà alla casteddaia: Su Basciu
Locandina del film ‘Miseria e Nobiltà’ del 1954 (Fonte Cinecittà News)

Miseria e nobiltà alla casteddaia: Su Basciu

Il capoluogo sardo come ben sappiamo è suddiviso in vari quartieri storici (Stampace, La Marina, Castello e Villanova) che a loro volta sono frazionati in zone residenziali e popolane, quest’ultime chiamate ‘Su Basciu’ (In basso). Una sorta di Miseria e nobiltà alla casteddaia dove i ricchi e i nobili alloggiavano nella parte alta dei vari quartieri, osservando dalla loro ambita posizione gli abitanti del basso, il popolo.

I ‘Bascius’ cagliaritani

‘Su Basciu’ o si ‘Basciu’ da dove deriva questo termine? Diciamo che il termine, i ‘Basciusu’ è un’abbreviazione dal Castigliano di ‘Pisos bajos’ che in italiano è traducibile con ‘Piani Bassi’. Un termine che con l’andare del tempo è stato utilizzato per indicare i poveri dei quartieri popolari di Cagliari. Come scritto in precedenza, non solo Cagliari anche in altre città italiane è possibile trovare traccia di questi insediamenti cittadini come a Napoli chiamati ‘Vasci’.

Porto di Cagliari - La Marina in una foto dell'Ottocento. Miseria e nobiltà alla casteddaia: Su Basciu

Miseria e nobiltà alla casteddaia: Su Basciu. Com’erano?

Alcuni esempi di abitazioni ‘Su Basciu’ si possono ancora trovare in alcuni quartieri storici della città ma come sono strutturate? Diciamo da subito che non erano di lusso, e che si possono paragonare ai moderni monolocali, quindi ambiente unico con servizi. L’ambiente principale poi è suddiviso in due parti grazie ad un muro con uno o due ingressi. Quello principale è chiamato ‘S’Arcova’ mentre quello esterno ‘Sa Sala’, e il tutto separato da tendaggi di velluto. Possiamo dire che la zona giorno o di rappresentanza de ‘Su Basciu’ è la ‘Sa Sala’ e al centro ‘Sa mese bona’ un tavolo di legno massiccio, protetto da un tappetto. Tavolo in cui gravitava la vita quotidiana della famiglia ma guai a mangiarci sopra. I componenti della famiglia mangiavano in cucina. Ambiente scuro e sempre sporco di fuliggine con alle pareti gli utensili utilizzati per cucinare ‘S’Arramini’ in rame e gli spiedi ‘Is Schidonis’ con cui si preparavano deliziosi piatti di maialetto arrosto o pesce.

Porto di Cagliari - Vista della città dal mare. Miseria e nobiltà alla casteddaia: Su Basciu
Foto panoramica del Porto di Cagliari
Miseria e nobiltà alla casteddaia: Su Basciu ultima modifica: 2019-06-24T10:58:04+02:00 da Andrea Sanna

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