PERSONAGGI

Nanni Loy: il successo di un nobile regista sardo, a Roma

Nanny Loy 1990

Lo Specchio Segreto dell’Italia degli Anni ’60 porta immancabilmente il suo nome. La ‘Candid Camera’ all’italiana cinica e divertente è Nanni Loy. Uno dei suoi più grandi successi televisivi. Un nuovo modo di vedere gli italiani.

Nanni Loy un regista per caso.

Attore, sceneggiatore, autore televisivo, regista, Nanni Loy nasce a Cagliari il 23 ottobre 1925. Da giovane si trasferisce a Roma dove morirà il 21 agosto 1995, lasciando un enorme vuoto nel cinema e nella televisione italiana. La sua Laurea in Legge annunciava una vita fra tribunali, processi e cause legali. Carriera mai decollata grazie al diploma in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Il suo apprendistato è come aiuto regista nel film ‘Anni facili’ (1953) di Luigi Zampa. Collaborazione che proseguirà all’età di 32 anni con Gianni Puccini con il giallo ‘Parole di Ladro’.

Nanni Loy, 1959

Sulla scia di Monicelli

La sua prima regia è del 1959 con “L’audace colpo dei soliti ignoti” (1959), film simile ai ‘I soliti ignoti’ di Mario Monicelli. Non solo commedie e candid camera, nel film “Il padre di famiglia” (1967) Nanni Loy racconta la crisi famigliare e la perdita dei valori degli italiani della resistenza. Gli anni ’70 segnano il ritorno di Nanni Loy a un umorismo cinico, in una società ricca di contraddizioni.
Di questo periodo vi consiglio due film: “Detenuto in attesa di giudizio” (1971) con un magistrale Alberto Sordi, in cui denuncia un sistema giuridico impazzito. Il secondo film “Sistemo l’America e torno” (1974) mostra il volto razzista degli Stati Uniti d’America.
A metà degli anni ’80, dirigerà per la seconda volta nella sua carriera il seguito di un film di Mario Monicelli. “Amici Miei Atto III” non riuscirà a eguagliare i precedenti capitoli della saga. Purtroppo sarà bocciato sia dalla critica sia dal pubblico.

1978 Luigi Silori Daisy Silori Pino Caruso Nanni Loy Marilida Ferzetti

Nanni Loy ad un passo dall’Oscar

Nanni Loy si avvicinò per ben due volte al Premio Oscar. Nel 1963 la nomination “Miglior Film Straniero” (Italia) e un anno dopo quella a “Migliore Sceneggiatura Originale”.
Entrambe le candidature erano per il film “Le Quattro Giornate di Napoli” (1962). Film che lo vide nelle vesti di regista, sceneggiatore e soggettista al fianco altri grandi del cinema italiano dell’epoca.
Questo film è ispirato al romanzo di Aldo De Jaco “La Città insorge: Le Quattro Giornate di Napoli” del 1956, sull’insurrezione dei napoletani contro l’esercito di occupazione nazista. Nanni Loy descrive la vicenda storica con l’aiuto di diversi personaggi e vicende con la figura centrale dell’undicenne Gennaro Capuozzo, Medaglia d’Oro al Valore Militare.
“Le Quattro Giornate di Napoli” suscitò diverse polemiche in Italia e in Germania, al punto che intervenne anche l’Ambasciatore tedesco in Italia di allora. Un film da rivedere e nel caso da vedere per la prima volta. Un’ottima dimostrazione del genio di Nanni Loy.

Un ‘nobile’ regista

Forse non tutti sono a conoscenza delle origini di Nanni Loy. Origini di alto rango. Il regista cagliaritano, infatti, proviene da una famiglia aristocratica. Il padre Guglielmo, noto avvocato di Cagliari è Loy-Donà delle Rose mentre la madre Anna è una Sanjust.
I Sanjust sono una delle famiglie nobiliari più importanti della Sardegna, in particolare di Teulada e di Cagliari. Originari della Catalogna hanno dato molti personaggi che si sono distinti in diversi campi in Sardegna e anche a livello Nazionale, come lo stesso Nanni Loy.

Nanni Loy: il successo di un nobile regista sardo, a Roma ultima modifica: 2018-11-05T14:00:36+00:00 da Andrea Sanna

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