EDIFICI STORICI

Palazzo Boyl: un piccolo gioiello architettonico cagliaritano

Palazzo Boyl

Uno dei più importanti e celebri palazzi storici di Cagliari è Palazzo Boyl. Il palazzo si trova in Via Mario DeCandia, tra il Bastione di San Remy e il Teatro Civico di Castello. Il palazzo prende il nome dalla famiglia nobiliare spagnola, i Boyl. La presenza della famiglia Boyl in Sardegna è fatta risalire al 1300. Originariamente l’edificio era in stile gotico-aragonese e apparteneva alla famiglia Vacca, finché negli ultimi decenni del 1700 non è stato acquistato dai Boyl.

Palazzo Boyl

Palazzo Boyl un piccolo gioiello architettonico cagliaritano

Negli anni, l’edifico ha modificato spesso il suo aspetto, ma è nel 1840 che prese la sua attuale conformazione in stile neoclassico, inglobando il precedente stile gotico-aragonese, passato di moda.
L’autore del restyling è Carlo Pilo Boyl Marchese di Putifigari,  Generale d’Artiglieria e Comandante del Regio Arsenale Militare.
Non progettò solo Palazzo Boyl, ma anche Porta Cristina e l’ingresso del Regi Arsenale di Cagliari. Per quelle due opere architettoniche, il Marchese Carlo Pilo Boyl si è ispirato a Porta Angelica e Piazza del Popolo a Roma.
Palazzo Boyl si riconosce per le quattro statue di marmo che rappresentano le Stagioni. Le statue sono sistemate nella balaustra principale che si affaccia in via Mario DeCandia e mostrano al centro lo stemma nobiliare della famiglia Boyl. Uno stemma nobiliare composto di tre parti.

Palazzo Boyl

I Pilo Boyl e le radici spagnole

Lo stemma della famiglia Pilo è composto da una mano che racchiude un ciuffo di capelli. Quello della famiglia Boyl, invece, è rappresentato da un toro e i pali rossi su sfondo oro in rappresentanza d’Aragona.
In basso si può leggere l’iscrizione con l’anno di edificazione del Palazzo Boyl: “COMES KOROLUS PILO BOYL EX MARCHIO PUTIFIGARI INSTAURAVIT ANNO MDCCCXL”. L’anno è il 1840.

Palazzo Boyl

La Torre del Leone

L’edificio inglobò anche una torre pisana contemporanea delle famose torri di San Pancrazio e dell’Elefante, opere dell’architetto veronese Giovanni Capula. Questa torre di epoca pisana chiamata Torre del Leone non ha avuto vita facile. Subì tre bombardamenti nell’arco di 85 anni. Uno dei quali la trasformò in un rudere.

Le tre palle di cannone

Il primo attacco risale al 1708 ad opera della flotta inglese. Nel 1717 fu la volta degli spagnoli che la ridussero a un rudere. L’ultimo bombardamento nel 1793 per opera della marina francese. A ricordo perenne di quegli eventi, la facciata principale conserva tutt’oggi tre palle di cannone. Una per ogni attaccato.

Palle Di Canone

Il cippo funebre romano dimenticato

Attraverso la porta della torre pisana, si accede ancora oggi al quartiere di Castello. Appena varcata la porta, subito a sinistra della stessa porta, potrete osservare un cippo funebre risalente all’epoca romana. Reperto archeologico oramai annerito dal tempo e completamente inglobato nella struttura di Palazzo Boyl. E forse in molti ne ignorano l’esistenza.
Alla fine dell’800 Palazzo Boyl cambia nuovamente proprietà passando alla famiglia dei Baroni Rossi. Le lettere ‘R’ scolpite, presenti sotto alcune finestre della facciata principale, si riferiscono ai Baroni Rossi.

Palazzo Boyl

I Conti Tomassini Barbarossa gli ultimi proprietari

Attualmente Palazzo Boyl è di proprietà dei Conti Tomassini Barbarossa che occupano rispettivamente il 4° e il 5° piano dell’edificio.
All’interno degli appartamenti privati della Famiglia Tomassini Barbarossa si trovano opere d’arte e arredamenti di pregio. Addirittura è stata ricavata una stanza a soffitto a botte dalla Torre del Leone, in cui il colore dominate è il bianco.

L’arte all’interno di Palazzo Boyl

Inoltre, possiamo ammirare anche una preziosa collezione di tele e bozzetti per opera del grande artista italiano il Guercino (al secolo Giovanni Francesco Barbieri, 1591 – 1666).
Opere collezionate nel corso degli anni dal Conte Carradori Flamini. Tra i ritratti degli avi, ci imbattiamo in un reliquiario in cui sono conservati oggetti sacri e i parametri liturgici di Papa Pio VIII (253° Papa nato Francesco Saverio Maria Felice Castiglioni; 1761 – 1830).
Tra le tazzine è presente anche una appartenuta alla Regina di Francia Maria Antonietta (1755 – 1793).
Anche se è difficile visitarlo nei suoi interni (poiché si tratta di una casa privata) possiamo continuare ad ammirarlo da fuori.

Palazzo Boyl: un piccolo gioiello architettonico cagliaritano ultima modifica: 2019-01-02T14:08:43+01:00 da Andrea Sanna

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