FESTE E SAGRE PERSONAGGI

Sant’Antonio, Prometeo degli uomini. Protettore delle fanciulle e degli animali

Sant Antonio Abate 2

Sant’Antonio è considerato una figura tra le più venerate in Sardegna e nel Cagliaritano, richiamato spesso dalla bocca degli isolani attraverso molte interiezioni. Ecco dunque che, dal Campidano al Logudoro, sono numerosi i riti legati ai famosi fuochi che lo celebrano, richiamando non di rado nutrite folle.

Sant’Antonio, il Prometeo degli uomini

La leggenda più affascinante è quella che vede il santo eremita della Tebaide come portatore del fuoco agli esseri umani. Si racconta infatti in Sardegna, e come visto nell’opera di Francesco Alziator La Città del Sole, che gli uomini dei tempi più antichi vivessero tormentati da un gelo perenne. Gli abitanti della Terra si rivolsero a Sant’Antonio chiedendogli aiuto. Su santu de su fogu si decise e bussò alla porta degli inferi, dove ardeva un fuoco eterno. I diavoli all’ingresso fecero inizialmente resistenza alle richieste del santo, impedendogli l’accesso, ma pare che il suo fedele maialino gettò uno scompiglio tale da costringere i terribili guardiani a fare entrare il santo per calmare la bestia. Dall’Oltretomba, Sant’Antonio riuscì a rubare le fiamme grazie al suo bastone di fèrula, al cui interno il nucleo spugnoso era capace di mantenere viva la scintilla, consentendo al santo di portarla fuori a disposizione dei mortali.

I diversi “fuochi” legati al santo

Nasce così l’usanza de Su Fogadoni, ancora  viva in molte parti dell’Isola. In occasione della vigilia del 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate, si accendono dei grandi falò in un clima di festa. Rito in un certo senso legato alla credenza delle virtù taumaturgiche del Santo per l’erpes zoster, altrimenti noto come “fuoco di sant’Antonio” o “fuoco sacro”.

Su Fogadoni

Il rito de su Fogadoni, molto vivo ancora oggi in tutta l’Isola.

Il santo degli amori della fanciulle

Sant’Antonio è ritenuto protettore delle fanciulle e dei loro amori. Era usanza, secondo Alziator, quella che vedeva le ragazze celare sotto il letto una lampada ardente, simbolo di un amore felice e imperituro. Si trattava di lucerne in terra cotta a sette fiamme, dette “lampade di Sant’Antonio”, per l’appunto. Un numero, 7, che richiama la simbolistica della menorah, candelabro a sette bracci della tradizione ebraica. Inoltre, pare che in Sardegna le lucerne in terra cotta a più becchi siano presenti dall’età punica, collegabili al kernos durante le processioni propiziatrici in onore di Demetra e Persefone.

Candelabro a 7 bracci della tradizione ebraica

Candelabro a 7 bracci della tradizione ebraica, un richiamo alle “lampade di Sant’Antonio”

Antonio, su santu de su porcu e protettore degli animali

Fedele accompagnatore di Sant’Antonio era il suo maialino, presente in moltissime sue rappresentazioni artistiche. Nasce così l’appellativo su santu de su porcu e a Cagliari era viva sino all’Ottocento l’usanza di allevare un maiale da vendere per contribuire, con il ricavato, alle spese della sagra popolare. Tradizione documentata dal Breve di Villa di Chiesa, lo Statuto pisano che regolava i rapporti giuridici della vita cittadina di Iglesias, compilato nel XIII secolo. In esso sono date precise disposizioni sul “porcello di Sant’Antonio” (Alziator). A Cagliari, inoltre, nella chiesa di via Manno è da sempre molto sentito il rito della benedizione degli animali.

Gianmarco Cossu

Autore: Gianmarco Cossu

Cagliaritano verace e insegnante. Per passione. Perché se non ce l’hai, questo lavoro non lo fai. Amante della lingua araba, dell’Islam, della saggistica politica e dei film d’epoca. Giornalista? No, solamente “uno che va raccontando i fatti degli altri”.

Sant’Antonio, Prometeo degli uomini. Protettore delle fanciulle e degli animali ultima modifica: 2019-01-17T16:04:34+01:00 da Gianmarco Cossu

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