QUARTIERI

Sant’Elia, le bellezze nascoste tra palazzoni e cemento

Palazzoni nella parte moderna di Sant'Elia

Palazzoni nella parte moderna di Sant'Elia

Uno dei quartieri considerati dalla cronaca tra i più “forti” in Italia. A Cagliari, Sant’Elia è il rione più distante dal cuore della città, eppure è sul suo colle omonimo che la vita pare essere incominciata millenni fa, come riporta Cenza Thermes in Cagliari amore mio. A ridosso di un’area un tempo paludosa, vicino al mirabile faro, bellezza per i turisti, Sant’Elia è un insieme di stradine intricate, nella parte vecchia, e palazzoni popolari, nella sua parte più moderna. Un borgo isolato e staccato da Cagliari e per arrivarci la via principale sembra essere il lungo viale che si apre dal Poetto e arriva sino al noto Lazzaretto. C’è  un sola linea di trasporto urbano che arriva sino al quartiere, il 6, ma in tanti snobbano una possibile “gita fuori città”, turisti compresi. Ed è un vero peccato, viste le bellezze nascoste tra i cumuli di cemento.

Sant’Elia, le due facce del quartiere

Il promontorio di Sant’Elia, che dà il nome al quartiere, è caratterizzato da una serie sconnessa di rocce calcaree e grotte naturali. Una zona militare, sino ad alcuni anni dopo la Seconda guerra mondiale, di cui qua e là saltano fuori cartelli ammonitori “zona invalicabile”. Il promontorio divide in due il Golfo degli Angeli e nella sua sommità sorgono il faro e il fortino di Sant’Ignazio. Quest’ultimo costruito intorno al 1792/93 dall’ingegner Franco e oggi è meta di escursioni per appassionati. Vecchie case suggestive, un tempo ricovero di pescatori, e la chiesa, sorta anni dopo, costituiscono la parte vecchia, affacciata sul mare in un panorama da sogno. Dall’altra parte, più a nord, i mastodontici palazzoni popolari sono gli elementi costitutivi della parte nuova, tristemente nota alla cronaca. Lungo la principale via Schiavazzi negli anni Settanta confluirono i cagliaritani dalle zone della città più in difficoltà.

La parte vecchia di Sant'Elia. Sullo sfondo, la chiesa e il fortino di Sant'Ignazio

La parte vecchia di Sant’Elia. Sullo sfondo, la chiesa e il fortino di Sant’Ignazio

Il Lazzaretto, simbolo del quartiere

Una storia di malattia e morte, eppure il Lazzaretto appare fieramente come il simbolo principale di tutta Sant’Elia. Forse più dei due stadi, il Sardegna Arena e il suo predecessore, mandato in pensione due anni fa. Il Lazzaretto ha una storia che rimanda al 1600. Un luogo di ricovero per chi si imbatteva, lungo il suo cammino di vita, nella terribile lebbra e in cui si soggiornava a tempo indeterminato. C’è chi sopportò bene la quarantena e chi invece non fu così fortunato.  Nel corso degli anni il Lazzaretto fu soggetto a bonifica. Chiuso, riaperto, restaurato in parte e nuovamente riaperto, nel corso dei decenni, oggi è un attivissimo centro culturale bagnato dal sole e inebriato dai profumi del mare.

Lazzaretto

L’ingresso del Lazzaretto, oggi centro culturale attivo

La torre del Prezzemolo,uno splendore nascosto tra il mare e il sole

Situata poco lontano dal Lazzaretto, c’è la torre del Prezzemolo, raggiungibile da una strada sterrata dal borgo Sant’Elia. Il curioso nome “del Prezzemolo” identificava in passato un’altra torre costiera, quella vicina di cala Fighera, non più esistente. La torre  ha origini cinquecentesche e nel 1638 venne dismessa, in seguito alla costruzione della vicina di Calamosca.  Una volta riamata riarmata nel XVIII secolo, nel 1793 ebbe un ruolo di rilievo nel respingere lo sbarco dei francesi. Successivamente la torre del Prezzemolo venne nuovamente e definitivamente dismessa. Lavori di restauro la interessarono nel 1916, mentre nel  1967  si provvide a puntellare la sottostante roccia con l’edificazione di contrafforti.

 

Gianmarco Cossu

Autore: Gianmarco Cossu

Cagliaritano verace e insegnante. Per passione. Perché se non ce l’hai, questo lavoro non lo fai. Amante della lingua araba, dell’Islam, della saggistica politica e dei film d’epoca. Giornalista? No, solamente “uno che va raccontando i fatti degli altri”.

Sant’Elia, le bellezze nascoste tra palazzoni e cemento ultima modifica: 2019-01-23T18:28:06+01:00 da Gianmarco Cossu
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