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Villa Pollini, la casa padronale dalla strana maledizione

ingresso e facciata di Villa Pollini Oggi

Si trova ai piedi del colle San Michele, esattamente in via Jenner nel quartiere omonimo, proprio nelle vicinanze dell’ospedale oncologico. Parliamo di Villa Pollini, la casa padronale cagliaritana dalla strana maledizione. Qui raccontiamo la sua storia, fatta di tanti proprietari che si sono susseguiti e che non sempre le hanno reso giustizia.

La Villa Pollini

È stata edificata nel 1812 per volontà di Gaetano Pollini, un ricco commerciante di grano di origine ligure trapiantato in Sardegna che arriva a Cagliari con suo figlio. L’esecutore materiale della Villa però fu il marmoraro Giovanni Battista Franco che, chiamato dal Pollini edifica la villa in stile Neoclassico con qualche influenza di tardo-barocco.
Ci troviamo nel periodo in cui i Savoia risiedono a Cagliari e il Pollini è legato a loro da rapporti di reciproca convenienza. Questo lo spinge ad iniziare la coltivazione di gelso, una delle piante industriali introdotte in Sardegna appunto dai piemontesi.

Villa Pollini Foto Storica bianco e nero
Foto storica Villa Pollini. Fonte: Vistanet

Inizialmente, al momento della costruzione, Villa Pollini fa parte di un piccolo agglomerato urbano che sorge attorno ad essa. Sul retro, assieme ai campi di gelso ci sono infatti una piccola Cappella, dedicata all’Immacolata, e i locali per l’attività agricola e per il personale. Di fronte invece, un imponente ingresso colonnato e un grande giardino all’italiana, ai tempi ben curato.
Sotto la proprietà del Pollini la villa era una vera e propria pinacoteca. Sia Gaetano che suo figlio erano infatti grandi amanti dell’arte e all’interno della villa custodivano oltre 200 opere provenienti dalle più prestigiose scuole d’arte dell’epoca. Oggi purtroppo ne restano ben pochi, degli altri non se ne ha notizia e sono andati perduti.

Dopo il conte Pollini, nuovi proprietari e…

Dopo la morte del Conte, si sono susseguiti numerosi proprietari. I primi a riabitare la villa furono i Conti Porcile di Sant’Antioco, successivamente la famiglia Zedda Piras, imprenditori vitivinicoli di Tiana, creatori della omonima famosissima e ancora esistente azienda di liquori. Francesco Zedda, in onore della moglie Doloretta Marcello, la chiamò Villa Doloretta. Nel 1926 la villa cambia nuovamente proprietari passando nelle mani della famiglia Ambu e ancora nel 1977 in quelle della famiglia Pinna.

targa Villa Pollini Doloretta in cima all'ingresso della villa
Targa “Villa Doloretta” Fonte: AraldicaSardegna

Queste famiglie non si presero veramente cura dell’edificio: addirittura purtroppo vennero intonacati importanti affreschi e rimossi antichi alberi dal giardino. Nel 1992 passa definitivamente allo Stato che la riceve in condizioni pessime. Dopo un lungo e certosino restauro, dal 2007 ospita al suo interno alcune attività della Soprintendenza di Cagliari e Oristano.

…la maledizione

Come tutte le ville che si rispettino, anche villa Pollini nasconde al suo interno un segreto. Abbiamo accennato prima all’esistenza di una Cappella, dedicata all’Immacolata e la sua esistenza non è poi cosi marginale nel racconto della storia della villa. Alla morte dei primi proprietari infatti, la cappella venne sconsacrata. E da qui iniziano le sventure.

La leggenda

La leggenda narra infatti che la villa sarà fiorente e i suoi abitanti in fortuna e prosperità solo se la Cappella verrà sempre consacrata e vi si celebrerà regolarmente la messa. Ma tutti i successivi proprietari non se ne presero cura incorrendo cosi in una serie di sventure, economiche e sentimentali, che coinvolsero tutte le famiglie che abitarono la villa. Qualcuno addirittura si suicidò senza apparente motivo e in circostanze misteriose.
Oggi è visitabile anche se ospita uffici della Sopraintendenza. E c’è qualcuno che giura che, durante i lavori di restauro si sentissero delle voci di donna, come un fantasma che ancora si aggira tra le stanze e gli androni della villa.

Villa Pollini, la casa padronale dalla strana maledizione ultima modifica: 2020-01-13T15:57:23+01:00 da Giulia Mascia
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