EDIFICI STORICI MITI E LEGGENDE

Storie macabre e misteriose alla Torre dell’Elefante

Torre Elefante

Quando si arriva a Cagliari non si può non visitare uno dei più belli e affascinanti edifici storici della città: la torre dell’Elefante e la sua porta. Assieme alla torre di San Pancrazio, la torre dell’Elefante segnala gli ingressi alla vecchia cittadella medievale, incastonati nelle mura di cinta. Numerose le vicende storiche che la descrivono ma ci sono anche storie macabre e misteriose alla torre dell’Elefante di cui probabilmente neanche i cagliaritani sanno granché.

Cenni storici della torre

La torre fu edificata nel 1307 dal Capula. È costruita con il calcare bianco di Bonaria e presenta un lato libero che mostra i quattro piani costruiti su soppalchi in legno. Un altro lato invece, quello nord, è stato murato dagli aragonesi per creare spazi adibiti a magazzini e abitazioni per i funzionari. Così, rimane fino all’intervento dell’ingegnere Luigi Scano che con un restauro la riporta all’antica bellezza. È alta ben 42 metri e una volta saliti in cima si può godere di un panorama mozzafiato. Un distesa di mare blu si perde nell’orizzonte illuminato dai raggi del sole caldo della Sardegna.
Il nome non gli deriva, come si potrebbe facilmente immaginare, dalla scultura dell’elefantino, simbolo di forza e di fedeltà, ma dalla Ruga Leofantis, che oggi corrisponde alla Via Stretta.

Torre Dell'elefante Dal Basso

Torre in prospettiva

Oltre a servire come baluardo difensivo, la torre svetta su quello che era uno degli ingressi della vecchia città fortificata di Cagliari, oggi quartiere Castello. La porta era difesa da numerosi sbarramenti, tre grandi portoni e due saracinesche. Il portone medievale e il suo meccanismo di chiusura sono ancora visibili sollevando lo sguardo quando la si attraversa.

Meccanismo Portone Torre Dell'elefante

Meccanismo interno del portone

Due storie macabre e misteriose alla torre dell’Elefante

Un orrendo rituale. Durante il 1400 era in auge una macabra abitudine che perdurò per tutta la dominazione spagnola. Secondo gli studiosi infatti, al tramonto un corno veniva suonato proprio dalla Torre dell’elefante ad indicare la chiusura delle saracinesche e quindi degli ingressi alla città. E ad ogni forestiero “pizzicato” ancora dentro le mura, veniva mozzata la testa e appesa in una picca, cosi che tutti potessero vedere quel’era la sorte di chi la legge non la rispettava.
Anche per i condannati a morte il destino era simile. La loro testa, dopo essere stata mozzata veniva esposta dentro gabbie di ferro. Il capo mozzato dell’illustre marchese di Cea, ad esempio, accusato dell’uccisione del viceré Camarassa, vi rimase esposta per ben 17 anni, efficace ammonimento contro ogni nuovo tentativo di insurrezione. Anche i corpi avevano un destino già predefinito: una volta decapitati venivano buttati giù dal Bastione di Santa Crux.  Si dice infatti che, a causa di tutte queste morti, un giorno il bastione cominciò a piangere! e in effetti dalla primavera all’estate inoltrata il muro, a metà della sua altezza lacrima, si bagna.
Ora si sa che si tratta di una antica sorgente che ancora scorre nella pietra.

Fuoriuscita D'acqua Dal Muro

Fuoriuscita d’acqua dal muro

Una breve fuga

Un altra leggenda narra invece la storia di due anziani galeotti. Durante un’evasione di gruppo, presi dall’enfasi, decidono di tentare la fuga calandosi, con una corda di fortuna creata con lenzuola e vecchi sacchi, dalla Torre dell’elefante, la loro prigione. Mentre tentano di fuggire però devono fare i conti con le catene ai piedi che li tengono legati l’uno all’altro, pesanti e rumorose, e con l’eta. Ciò che accadde però fu qualcosa di imprevedibile. Un galeotto con il quale ebbero avuto un violento diverbio, si accorse dell’evasione e colse l’occasione per vendicarsi. Appena i due scavalcano il parapetto l’uomo con un coltello taglia la corda e pone fine alla breve fuga. 
E il giorno dopo la macabra scoperta: i due anziani fuggiaschi vengono ritrovati in un angolo nascosto di un cortile adiacente alla torre, col volto orribilmente sfigurato dalla caduta, morti. Da quel giorno, si dice, ogni 28 luglio un sibilo di vento porta uno strano rumore di catene e passi trascinati. Sono gli spiriti dei due anziani che girovagano ancora senza pace per le vie di Castello, vestiti con abiti ottocenteschi logori e consumati.

Torre E Bastione

Torre dell’elefante e bastione

Giulia Mascia

Autore: Giulia Mascia

Ho 27 anni e sono laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, ma da sempre coltivo una forte passione per la musica e la scrittura.

Storie macabre e misteriose alla Torre dell’Elefante ultima modifica: 2019-05-08T11:33:41+02:00 da Giulia Mascia

Commenti

To Top