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STORIA

Bombe su Cagliari, 17 febbraio ’43: l’ultimo respiro della città

Bombe Su Cagliari

17 febbraio 1943: dal cielo cadono bombe su Cagliari. Gli Alleati, infatti, rovesciano morte e distruzione su un poopolo, una città e un’Isola. Sono trascorsi ormai 78 anni dalla tragedia della Seconda guerra mondiale, quando i liberators ferivano fatalmente i sardi: e le cicatrici sono ancora visibile qua e là. Funt ghettendi pingiaras gridava qualcuno, forse per esorcizzare nei più piccoli la paura per quei demoni alati che in pieno giorno devastavano tutto ciò che era stato abbondantemente violentato da anni di belligeranza. Edifici crollati e centinaia di vite perse. Il ricordo di quei momenti è sempre meno vivo nelle persone, che per il corso naturale della vita non sono più qui. E allora, compito dello scritto, digitale tanto più, è quello di eternare una tragedia da non dimenticare.

Bombe su Cagliari, 1943: è l’inizio della tragedia

il bastione di saint remy durante i bombardamenti su cagliari del 1943

La Sardegna, al centro del Mediterraneo, rivestiva di certo un’importanza strategica non indifferente. Durante la Seconda guerra mondiale, l’Isola era diventata in poco tempo una preziosa base di appoggio per sommergili e reparti aerei dell’Asse. Tuttavia, tale situazione, apparentemente privilegiata, ne sanciva anche la rovina.

Bombe su Cagliari, febbraio 1943: la strage in via Sant’Efisio

Il 7 febbraio 1943, per porre fine all’avanzata aerea italo-tedesca, gli statunitensi attaccavano Elmas. I bombardamenti su Cagliari iniziavano allora pochi giorni dopo, il 17 febbraio. Nel pomeriggio, 105 aerei, tra B-17 (le “fortezze volanti”) e Caccia pesanti, sganciavano a tappeto bombe di medio calibro e spezzoni incendiari. Quel giorno, nel centro storico della città, l’area attorno a via Sant’Efisio veniva colpita pesantemente. Al termine dell’attacco, durato per tutto il resto della giornata, i morti erano circa 200, mentre i feriti quasi 300.

Cagliari fatta a pezzi dalle Bombe, un’intera città fantasma

In poco tempo Cagliari diventava una città fantasma. In tanti infatti sfollavano nei paesi dell’entroterre e i pochi rimasti conoscevano paura e apprensione per sé stessi e propri cari. Il 26 febbraio, una ventina di B-17 erano di nuovo all’attacco della città. Stavolta, ad esser maggiormente colpiti, i quartieri di Bonaria, Castello e Stampace. Il Teatro Civico e il Bastione di Saint Remy diventavano irriconoscibili. In Piazza Costituzione e Piazza del Carmine le profonde voragini facevano paura, e del Comune c’era solo la facciata. In seguito, dopo la domenica del 28 febbraio e la caduta di oltre 500 bombe su Cagliari, il Porto e la Stazione Ferroviaria erano al suolo.

Bombardamenti su Cagliari, in giro nessun’anima: quando la fame regnava sovrana

Per la città non si vedeva nessun’anima. Quasi tutti avevano ormai abbandonato le proprie case per sfuggire ai bombardamenti. Le poche persone ancora, eroicamente, presenti trovavano Cagliari in preda alla fame e alle privazioni. Gli approvvigionamenti infatti erano scarsisissimi, mancava la corrente elettrica e i servizi essenziali, così come il servizio postale. Il 13 maggio 1943 dagli Alleati ecco il colpo di grazia. Uno stuolo di oltre 300 aerei, tra bombardieri e caccia, sganciava sul capoluogo 893 bombe, trasformando il capolugo in un cumulo di macerie. Nei filmati d’epoca, commovente il passaggio di Sant’Efisio del 1°maggio in una città sventrata.

Settembre 1943, la fine dell’incubo in Sardegna

l'aeroporto durante i bombardamenti su cagliari del 1943

Il clima di terrore che attanagliava l’intera isola si protraeva ancora per il resto dell’estate. Finché, finalmente, l’8 settembre 1943, Badoglio annunciò l’uscita dell’Italia dal conflitto mondiale. Il bilancio della guerra in Sardegna era a dir poco negativo. Nella sola Cagliari, distrutta quasi interamente dai bombardamenti, i morti accertati si attestarono a 2000.

Bombe su Cagliari, 17 febbraio ’43: l’ultimo respiro della città ultima modifica: 2021-02-17T08:30:00+01:00 da Redazione

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