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Cagliari, la chiesa di San Francesco di Stampace: un tesoro tra negozi e macerie

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Cagliari celebra il 4 ottobre San Francesco, il santo patrono di Italia che in Sardegna trova non pochi devoti. Ma tra le chiese dedicate al poverello d’Assisi, sono in tanti ormai ad avere dimenticato quella nascosta nel capoluogo isolano, tra moderni negozi e macerie. Si tratta della chiesa di San Francesco di Stampace, che un tempo sorgeva nel  corso Vittorio Emanuele II, tra la via Angioy e la via Sassari, in quel breve tratto noto anticamente come via San Francesco.

La nascita e il definitivo crollo

La costruzione della chiesa di San Francesco di Stampace, in uno stile romanico e gotico, iniziò nel 1275, sotto la proprietà dei frati francescani conventuali. Questi nel corso degli anni apportarono diverse modifiche. Una vita lunga quasi sei secoli, fino al 1° novembre 1871, quando un fulmine colpì il campanile, determinando alcuni mesi dopo il crollo della copertura. A nulla valse il sopralluogo effettuato dall’architetto Gaetano Cima e dal canonico Spano, nel tentativo di “salvare il salvabile” della struttura. Nel XIX secolo il Comune decise così per la demolizione della chiesa di San Francesco. Un suo eventuale recupero infatti sarebbe stato dispendioso e al suo posto vennero costruite delle abitazioni.

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La struttura e le sue ricchezze

La chiesa di San Francesco di Stampace presenta una struttura a pianta a croce latina, con una navata in cui si trovavano ricchi quadri, ritrovabili oggi nella Pinacoteca Nazionale di piazza Arsenale. Non mancano inoltre preziose opere d’arte dell’epoca, nel corso del tempo “spartite” fra le chiese e le famiglie cittadine. Il Pulpito di Carlo V, ad esempio, che ospitò l’imperatore nel 1535, si trova nella chiesa di San Michele. E anche il sarcofago di donna Violante Carroz, acquistato dalla famiglia Cao Pinna e oggi presente in una dimora privata a Decimomannu.

I tesori ancora da scoprire

All’interno di ciò che rimane della chiesa di San Francesco di Stampace sono ancora presenti autentici pezzi di storia. La parete a sinistra dell’entrata infatti custodisce veri e propri tesori d’arte ancora da scoprire. Sul lato opposto sono visibili tre archi di periodo precedente alla costruzione e ancora oggetto di studio. La scultura posta nella nicchia è di estremo interesse. Si tratta di una testa in pietra calcarea, trovata durane gli scavi la cui datazione, forse precedente alla chiesa stessa, è ancora da determinare.

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Il chiostro e i recenti interventi di restauro

Se il monastero è stato inglobato dai moderni palazzi, sopravvissuto all’avanzare del tempo è il chiostro, occupato in epoca fascista dalla legione dei Carabinieri, con non pochi danni. Nel 1943, inoltre, a peggiorare la situazione furono i bombardamenti alleati che sventrarono la struttura, accelerando lo stato di degrado. In anni recenti quest’area della chiesa di San Francesco di Stampace, collocata nella parte retrostante che dà alla via Mameli e dal 2012 di proprietà privata, è stata sottoposta a importanti lavori di restauro che hanno come obiettivo quello di riportarla agli antichi splendori di un tempo. Scendendo le scale appare l’ala nord del chiostro, probabilmente risalente al XV secolo, in stile gotico-aragonese. Questa sezione veniva usata nel XIX secolo dai francescani come deposito. In fondo, nella parte alta a sinistra, è ancora visibile una mensola, testimonianza di una preesistente copertura lignea del chiostro.

Cagliari, la chiesa di San Francesco di Stampace: un tesoro tra negozi e macerie ultima modifica: 2018-10-04T11:41:38+00:00 da Gianmarco Cossu

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