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Spesa sospesa, il cuore grande del quartiere Castello

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In tempi difficili, legati all’emergenza Corona Virus, Castello dà la sua risposta generosa in aiuto dei più bisognosi. Nella bottega di alimentari di Tony Di Giovanni, nella via Lamarmora, c’è l’iniziativa della “spesa sospesa” . In sintesi, si va in negozio per le compere personali e qualcosa la si lascia già pagata per chiunque abbia bisogno. Può essere un litro di latte, qualche pacco di pasta o delle brioche. Tutto è gradito, di certo, se fatto con il cuore e con la voglia di fare del bene. Così, ecco che negli ultimi giorni la risposta del quartiere è stata oltremodo generosa.

Spesa sospesa, la lunga mano della generosità

“Non è un’elemosina – precisa Tony – , bensì una condivisione, perché tutti siamo nella stessa barca. E i castellani stanno dimostrando di avere un cuore immenso”. Sono tanti infatti quelli che in questo periodo storico, con la necessaria chiusura di molte attività, si ritrovano in ristrettezze economiche. C’è chi è stato lasciato a casa dalla ditta, chi si ritrova magari a dover chiedere aiuto ai genitori pensionati, e altrettanto in difficoltà; oppure mamme e papà che lavoravano, magari in nero, alla giornata. E così mettere insieme il pranzo con la cena diventa sempre più un’impresa. Ma proprio in questo momento la spesa sospesa può diventare una lunghissima mano che arriva sino a qualunque bisognoso .

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Il grande muro della vergogna da abbattere

C’è però forse un ‘ostacolo‘ alla spesa sospesa. Diverse persone infatti, pur bisognose, rifiutando di andare a prendere qualcosa da quella cassetta sempre ricca, fermate magari da uno spessissimo muro di ingiustificata vergogna. “Qui, per chiunque venga a prendersi qualcosa, è garantito l’anonimato. La discrezione poi è altrettanto massima. “È un po’ come quando ti manca il sale a casa e chiedi alla vicina”, garantisce Di Giovanni.

Spesa sospesa, nella cassetta le uova di Pasqua per tutti i bambini

In Castello, la macchina della generosità è dunque già partita con successo. E ogni giorno nella bottega di Tony la ‘cassetta della generosità’ si riempie di biscotti, cracker e succhi di frutta. Beni primari, certo, ma forse in prossimità della Pasqua ci si aspetta che qualcuno lasci pagato anche qualche uovo di cioccolato. Un’occasione per chiunque di regalare a qualche bimbo bisognoso la possibilità comunque di vivere la festa. “Mi farebbe piacere che tutti i bambini, anche in questi tempi, avessero la possibilità di poter comunque scartare le uova “.

Spesa sospesa, il cuore grande del quartiere Castello ultima modifica: 2020-04-06T11:06:23+02:00 da Gianmarco Cossu

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